domenica 16 ottobre 2011

MUSICA ARABA

MUSICA ARABA






La nascita della musica araba viene storicamente datata intorno al settimo e ottavo secolo d.C. Prima dell'avvento dell'Islam, che portò l'arte musicale verso la sua massima espressione, erano già presenti nell'area della penisola Arabica, molte comunità che avevano sia autonomamente sia grazie alle influenze della vicina cultura mesopotamica, sviluppato una propria linea musicale.

La storia della musica e del canto arabi hanno un esordio tutto al femminile. Infatti, dalla lettura della poesia preislamica vaniamo a sapere che la vita musicale era concentrata sulla figura della qayna, una cantrice che si accompagnava con uno strumento musicale. Ella cantava proprio quella produzione poetica che, arrivata sino a noi, ci ha dato modo di conoscerla.

La classe delle qaynat formava un ramo del diffusissimo commercio di schiave che si svolgeva nei mercati arabi delle città più importanti, come Medina e Mecca, dove le cantrici si erano presto stabilite per le numerose possibilità di contatto con delegazioni straniere e gente di commercio. I piccoli re i nobili o i signori ospitavano nel proprio palazzo un gran numero di qaynat, le quali avevano il compito di rallegrare il padrone e i suoi famigliari. Lo strumento musicale delle qaynat più spesso ricordato nella poetica della jahiliyya, il periodo preislamico, è l' oud, strumento a corde simile all'odierno liuto a manico corto.

Poco si conosce della musica araba prima di Maometto. Il Profeta nutriva un'austera avversione per la musica, ma ciò non impedì che a partire dal sec. VII si formasse presso gli arabi una raffinata civiltà musicale, in parte erede di quella greca e non priva di influssi su quella europea. Alla metà del sec. VII si formarono due scuole rivali, quella di Medina e quella della Mecca, che elaborarono i concetti principali creando una sintesi stilistica che ha come riferimento i 7 as.wat o canti di Ma'bad di Medina e i 7 canti di Ibn Surayaj della Mecca. Ci sono pervenuti i più importanti trattati dal sec. IX al XV (ricordiamo tra gli autori più significativi: al-Kindi e al-Sarakhsi del sec. IX, al-Farabi del X, Avicenna dell'XI, S.afi al-Din del XIII, 'Abd al-Qadir del XV). Fra il sec. VIII e il IX sorsero importanti centri di pratica musicale: a Bagdad nel palazzo delle Mille e una notte vi erano fino a 12 musicisti professionisti a loro volta coadiuvati da un gran numero di strumentisti, cantanti e danzatrici. In questo stesso periodo sorse la scuola degli 'Udisti, il cui sistema modale si basava sulla nomenclatura del liuto ('ud), che si diffuse anche nell'Occidente arabo (Andalusia, Maghreb), mentre in Oriente vi furono influenze persiane e mongole che diedero origine alle scuole dei Tunburisti (da t.unbur o t.anbur, liuto a 2 corde) e dei Sistematici. La decadenza della musica araba comincia nel sec. XVI con le mutate condizioni politiche: la musica trovò rifugio nelle pratiche rituali delle correnti mistiche che la utilizzarono come mezzo di preghiera e di elevazione verso Dio. Utilizzata soprattutto dalle confraternite, la musica si concentrò prevalentemente sull'utilizzo della voce; fa eccezione il sam'a', concerto spirituale in cui al canto si accompagnano strumenti e forme di danza.




LAUD : E’ il principe degli strumenti musicali e simbolo della musica araba moderna e tradizionale.



QANUN: Discendente della antica arpa egiziana, ha un ruolo importante nella musica araba già dal X secolo.
E’ uno strumento di ottone e legno a forma trapezoidale che possiede 72 corde

SONAGLIERA: Si tratta di una sonagliera per la danza. Abitualmente viene usata in coppia con un'altra, praticamente identica.


TAMBURI A CALICE: Si tratta di tamburi molto diffusi, monopelli, con il corpo in legno e con tiranti in stoffa o in fibra vegetale.

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