domenica 16 ottobre 2011

L’ALTO MEDIOEVO

L’ALTO MEDIOEVO


Per Medioevo si intende quel periodo della storia europea che va dalla caduta dell’impero romano d’occidente, avvenuta nel 476 d.C., fino al 1492, anno della scoperta dell’America. Nel corso di questo millennio, in particolare nei primi sette-otto secoli, la musica divenne una presenza fondamentale nei monasteri e nei palazzi reali.

L’ALTO MEDIOEVO

Nel periodo compreso tra i secoli V e XIII, la musica si trasformò in una forma d’arte quasi esclusiva della Chiesa cattolica. Nel Medioevo, i musicisti professionisti, così come gli altri artisti, lavoravano per la Chiesa; poiché questa si opponeva al paganesimo (religione contraddistinta dal culto di molti dei) che veniva associato alle civiltà greca e romana, non si favorì l’esecuzione e la trasmissione della musica pagana, che finì dunque per scomparire.

A partire dalla seconda metà del VI secolo, il canto caratteristico eseguito nelle chiese romane cominciò a essere denominato canto gregoriano. Il nome deriva da papa Gregorio Magno, che incluse il canto gregoriano nella liturgia, vale a dire nei riti cattolici, come parte integrante di questi.

Il canto gregoriano ha forma di monodia: è cioè cantato da una sola voce o da un coro che intona all'unisono un’unica linea melodica. Non vi era nessun tipo di accompagnamento musicale.

Oggi si conservano numerosi manoscritti di canto gregoriano, nei quali si faceva uso degli neumi, un metodo di scrivere la musica in cui le note erano quadrate invece che tonde. La lingua adoperata era sempre il latino.

LA COMPARSA DELLA POLIFONIA

Agli inizi del IX secolo, i compositori cercarono una soluzione per far sì che la musica fosse qualcosa di più che una semplice melodia senza nessun accompagnamento. Nacque così il cosiddetto organum, che consisteva nell’aggiungere una seconda voce alla melodia principale. Con l’andare del tempo, si aggiunsero più voci, ed ebbe così origine la polifonia.

La polifonia è una delle più importanti caratteristiche della musica occidentale: si basa sull’utilizzo simultaneo di più melodie, che si integrano a vicenda.

Nel frattempo, il metodo di scrivere i neumi si evolse e si aggiunsero, a poco a poco, altri elementi per aiutare gli esecutori a individuare, ad esempio, qual era il ritmo del brano musicale. Inoltre, per indicare l’altezza delle note, si introdusse una serie di righe orizzontali, in cui si scrivevano le note, più in alto o più in basso, a seconda che queste fossero più acute o più gravi. Ciò diede origine al pentagramma che consociamo oggi. Il monaco Guido d’Arezzo fu uno degli inventori di questo nuovo modo di scrivere la musica.

TROVATORI E MENESTRELLI

Oltre alla musica religiosa, nel Medioevo iniziò a diffondersi anche la musica profana (cioè non religiosa). Un ruolo fondamentale lo ebbero i trovatori e i menestrelli francesi, con le loro canzoni. Di solito queste canzoni parlavano d’amore, della natura o di battaglie, e in genere utilizzavano le melodie e i ritmi della musica popolare. Da principio, i trovatori si esibivano nelle corti dei re e dei nobili, e spesso partecipavano a certami (gare musicali); più tardi, cominciarono ad affidare l’esecuzione delle loro opere a musici itineranti (che si spostavano, cioè, da un posto a un altro), chiamati menestrelli o giullari.

La musica dei trovatori andò scomparendo nel corso del XIII secolo, sia per la sparizione dei piccoli regni del sud della Francia che avevano ospitato i menestrelli, sia per le guerre di religione che si accesero in quell’epoca, ad esempio la crociata contro gli albigesi (un gruppo di eretici, che si opponevano alla Chiesa cattolica).

GLI STRUMENTI MUSICALI DEL MEDIOEVO

Strumenti a corda, come la lira e il salterio, e altri più complessi, come l’organo (che fu introdotto nel XV secolo), erano i più utilizzati per accompagnare le melodie vocali.

Per quanto riguarda i trovatori, anch’essi arricchivano le proprie canzoni con strumenti a corda, come la viella (l’antenato del violino) e il liuto.

IL BASSO MEDIOEVO

A partire dal XIV secolo, nacque un nuovo metodo di comporre musica, chiamata Ars nova, che in latino significa “arte nuova”. Da allora, tutto ciò che era stato scritto in precedenza ricevette il nome di Ars antiqua (“arte antica”).

La notazione musicale (cioè il modo di scrivere la musica) ebbe una notevole evoluzione. Si inventarono i tempi, si crearono nuovi ritmi e si sviluppò il cosiddetto cantus firmus (“canto fermo”), che si basava sulla composizione di molte voci e ritmi diversi sopra una sola melodia principale (che spesso derivava da un canto gregoriano). Ciò diede origine a opere di notevole complessità e fece evolvere di molto la polifonia. Le principali opere di questo tipo sono chiamate mottetti.

Durante l’ultimo periodo del Medioevo, la musica profana si sviluppò soprattutto in Francia, con la chanson (in francese “canzone”), e in Italia, con il madrigale. I compositori più rilevanti erano riusciti, finalmente, a scrivere tutti i tipi di musica, non soltanto quella religiosa.

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