domenica 16 ottobre 2011

LE NUOVE TENDENZE MUSICALI

NUOVE TENDENZE MUSICALI
Il Rinascimento portò con sé uno spirito di rottura con il passato e un nuovo interesse per gli studi e per le arti. In Italia fiorì l’umanesimo, un movimento culturale che riscopriva la dignità e le capacità degli esseri umani. Tutto ciò si rispecchiò nella musica, anche se questa era, tra tutte le arti, quella che meno poteva seguire i modelli e i canoni classici: non si erano infatti conservati esempi di musica greca o romana antica che si potessero imitare, e l’antichità classica era, soprattutto, un ideale al quale aspirare.

Durante la prima metà del XV secolo, i compositori vollero tornare a scrivere una musica semplice, riducendo l’utilizzo del contrappunto dell’Ars antiqua. Il contrappunto era l’arte di combinare molte voci simultaneamente (polifonia), in modo che tutte si potessero sentire chiaramente e si combinassero secondo una logica.

Anche se il ritorno alla semplicità musicale si diffuse in tutta l’Europa, l’impulso più forte venne, soprattutto, da compositori inglesi come John Dunstable e, più tardi, dai musicisti francesi attivi alla corte dei duchi di Borgogna (nella Francia nord-orientale). Questi ultimi svilupparono sia la musica profana, con la chanson, sia la musica sacra, rinnovando la musica per la Messa.

I MECENATI

Dobbiamo ricordare che, per tutti i secoli precedenti, la musica religiosa era stata la più importante. Ciononostante, la trasformazione della società feudale (che era basata sull’agricoltura) in una società più complessa, dove al potere di monarchi e re si affiancò quello delle città (come i liberi comuni italiani), portò notevoli cambiamenti.

L’affermarsi di una classe di ricchi mercanti e potenti banchieri favorì la comparsa del mecenatismo: i nobili e i ricchi commissionavano opere agli artisti, oppure li mantenevano presso di loro. Non era più, quindi, soltanto la Chiesa a patrocinare l’arte, e man mano nacquero nuovi stili, più consoni allo spirito dell’epoca.

L’imitazione di brevi melodie o di frammenti di melodie nello stesso brano musicale fu una delle forme peculiari della musica dell’epoca. L’imitazione (che darà vita al canone e alla fuga) è una forma musicale che verrà ereditata dai compositori barocchi.

IL XVI SECOLO

Tra il 1450 e il 1550, i protagonisti della musica europea furono i compositori belgi e olandesi. Essi ricercavano una musica in cui non ci fossero differenze tra le diverse voci dello stesso brano musicale, cosa a cui aspiravano pure i compositori della prima parte del Rinascimento. Allo stesso tempo, anche se fecero ancora ricorso al contrappunto, cercarono di mantenere semplice la struttura delle opere.

Un evento di grande importanza fu, a partire dall’anno 1450, l’invenzione della stampa, che contribuì a diffondere la musica presso un più vasto pubblico. Tutto ciò ebbe come risultato la nascita di un’industria musicale molto sviluppata, con grandi stamperie a Parigi, Venezia, Anversa e Londra, che crearono un mercato con numerosi clienti.

In quest’ultimo scorcio del Rinascimento, spiccano il compositore franco-fiammingo Orlando di Lasso, l’italiano Pierluigi da Palestrina, l’inglese William Byrd e lo spagnolo Tomás Luis de Victoria.

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